Lunedì, 17 Dicembre 2018
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Commissione contro il fenomeno della ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa

 

La Commissione Regionale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, presieduta dal consigliere Arturo Bova, ha approvato all’unanimità, la modifica del titolo da ‘Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta’, a ‘Commissione contro il fenomeno della ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa’.

Nel corso della seduta di ieri mattina, è stato audito l’ex parlamentare della Commissione nazionale antimafia Davide Mattiello, relatore sui testimoni di giustizia e uno degli estensori del nuovo codice antimafia.

E’ chiaro quanto ormai sia solo uno stereotipo da cui liberarsi il cliché ‘mafia uguale a coppola e lupara’, dinanzi a un fenomeno criminale come la ndrangheta di ampiezza sovranazionale, le cui caratteristiche sono particolarmente efficaci nell’infiltrazione delle pubbliche amministrazioni e dei pubblici poteri. La ndrangheta e le altre mafie – ha proseguito Mattiello – hanno una comune identità: la corruzione come prodromo per assoggettare i pubblici funzionari, grazie anche al potere generato dal vincolo associativo, un patto sinallagmatico per ritrovarsi su una comune convenienza. Da qui,  la necessità di introdurre, non solo come effetto di una sentenza penale, le misure di prevenzione (sequestro preventivo e confisca beni) anche per quanti ricoprono pubblici incarichi e che non riescono a giustificare il possesso di enormi ricchezze illecitamente accumulate, e magari  prestanome di boss mafiosi.  Infine – ha concluso Mattiello – è necessario porre al nuovo Parlamento che si chiarisca definitivamente il significato e l’applicabilità del ‘concorso esterno in favore di un’associazione mafiosa ’, poiché il concorso in associazione mafiosa esiste per effetto del combinato disposto degli articoli 110 e 416 bis, e non, come si insiste, genesi giurisprudenziale”.

Il presidente Arturo Bova, nel suo intervento, ha espresso ‘apprezzamento per il contributo dell’on. Mattiello’, ringraziandolo “per avere accettato di venire a Reggio Calabria, in Commissione antindrangheta, ad esporre la sua ricca esperienza di legislatore e di personalità impegnata nel sociale”.

 

Ai lavori della Commissione hanno contribuito i consiglieri Morrone, Sergio, Nucera, Arruzzolo e Battaglia.

 

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