Mercoledì, 23 Gennaio 2019
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Scilla: Incantevole borgo marinaro

Posted On Domenica, 03 Giugno 2018 10:51
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Come per tanti borghi della Calabria, anche la storia di Scilla, meravigliosa località turistica e balneare della provincia di Reggio Calabria, si perde nei millenni della storia preellenica, quando una delle diverse popolazioni di stirpe italica si insediò sulle rive del Tirreno: in un luogo protetto da una imponente rupe di avvistamento dalla quale si potevano scorgere eventuali invasori provenienti dal mare.

 E quale miglior fortuna non poterono ritrovare i primi abitanti stanziali di Scilla, dediti da subito alla pesca del pescespada e alla coltivazione del bergamotto e del verdello (oggi, tale varietà di limone è tipica di Favazzina, a due passi da Scilla), avendo a disposizione un clima ideale e un entroterra caratterizzato da terrazzi aperti sulla costa, soleggiati e ventilati? Una terra così ospitale da suscitare il buonumore ed il felice pensiero in chi, narrando delle vicende di Troia -siamo nel 1200 A.C- nominò Scilla la prima volta come una ninfa marina bellissima, al punto da suscitare l’invidia della maga Circe che, come narrato nell’Iliade e nell’Odissea, preparò per lei una pozione malefica facendola trasformare in un mostro marino e, da allora, un pericolo per i marinai che osavano avvicinarla, risucchiati dalle tempeste che essa stessa scatenava !

 E la storia, come l’aria salubre e salmastra, si respira a pieni polmoni in questo magico borgo; basta salire sulla rupe per ammirare il prodigioso paesaggio sullo Stretto dal Castello Ruffo, un’imponente costruzione il cui primo impianto risale al V° sec. A.C., in pieno periodo magnogreco, quando il tiranno di Reggio Anassila realizzò una fortificazione per controllare l’area a scopo militare. E da allora, la storia di questa fortezza, oggi considerata uno dei balconi sul mare più belli di tutta la Calabria, si susseguì con vicende che videro protagonisti popoli, condottieri, monarchi e nobili famiglie, che utilizzarono con ampliamenti e ricostruzioni l’altissima, dominante posizione, esposta purtroppo anche a violentissimi sismi, che si susseguirono nella Calabria meridionale, come quello del 1783 e del 1908, che provocarono seri danni alla struttura.

Dal Castello Ruffo la vista non spazia solo sull’infinito mare dello stretto, ma anche e soprattutto sui bellissimi riflessi verdastri della costa di Chianalea, stupendo borgo di pescatori e frazione di Scilla, situato a nord della rupe, da dove si apprezza, come luogo unico in Calabria, il rapporto intimo tra le casette ed il mare, che bagna quasi i balconcini rialzati delle case, dove gli abitanti pescano dal terrazzo di casa e dove le barche, "parcheggiate" nei vicoletti che si alzano dalla riva verso le case, sono l’unico, valido mezzo di locomozione per i residenti che si spostano via mare o a piedi lungo le strette stradine della frazione !

Una passeggiata a piedi da Scilla a Chianalea è uno di quegli itinerari che ogni calabrese ha scolpito nei suoi ricordi, e chi non ha mai avuto occasione di godere di questo spettacolo, non può che raggiungere la spiaggia di Marina Grande e incamminarsi! Immaginate di scendere dal Castello lungo gli stretti vicoli del paese, alzando lo sguardo ogni tanto per assaporare lo spettacolo che si staglia verso la fantastica e lunghissima spiaggia.

Raggiunta la spiaggia ci si incammina lungo una stradina che entra in una caratteristica galleria paramassi, dove, tra i fornici del piedritto lato mare, lo stupendo spettacolo si esprime attraverso infinite varietà di blu e di azzurro, da dove i ragazzi locali si tuffano in mare, ammirati sempre da un folto numero si spettatori, una vera Acapulco di Calabria!

 La passeggiata prosegue e, uscendo dalla galleria, non si può non notare, scavata nella roccia e illuminata dai riflessi pomeridiani del sole al tramonto, la Madonnina del Mare (o Madonna del Porto), una bellissima statua in bronzo fatta realizzare nel 1953 dal sindaco Antonia Paladino. In assenza della galleria (risalente al 1970), la Madonnina era visibile dal mare ed era salutata dal suono delle barche e delle navi dei pescatori. Continuando a scendere ci si trova nel porto di Chianalea, un caratteristico punto di ormeggio sempre frequentatissimo da turisti di ogni dove e proprio da qui si accede al borgo di Chianalea. Immaginate una stradina stretta, con locande, trattorie e ristorantini, con l’acquario salato all’esterno con i crostacei e le aragoste, dove il profumo di pesce si confonde con l’aria salmastra del mare che pervade l’aria ad ogni vicolo!

 I vicoli di Chianalea sono degli scivoli sul mare, ognuno con la sua barchetta ormeggiata, col suo lampione e la porticina di casa che esce….direttamente sulla cima di ormeggio. Tutto è magicamente a portata del turista, accolto come un fratello dagli stessi pescatori, generosissimi, che si offrono di farti visitare perfino la propria abitazione. E magica, poi, è la fine del borgo, che si affaccia a nord, nuovamente, sulla scogliera di Favazzina, dove ci si immerge con lo sguardo, di nuovo, verso l’infinità della costa e dell’orizzonte, malinconicamente.

Un viaggio rigenerante nella cultura e nella vita di un borgo intriso di storia e natura, tradizioni mai abbandonate, dove tutti i sensi sono pervasi da sensazioni uniche e percepibili insieme, che ti inebriano lasciandoti cadere nel ricordo di tempi lontani, in un sogno ancestrale rivivi emozioni mai vissute e, proprio come in un sogno, ti risvegli, malinconico, solo quando sali su di un mezzo che ti riporta a casa!

 

 

 

Domenico Belcastro

 

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