Mercoledì, 19 Dicembre 2018
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Mario Logullo: Informazione e comunicazione in Calabria

Posted On Sabato, 01 Settembre 2018 05:58
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Mario Logullo è uno dei  professionisti della comunicazione in Calabria.Un nome che da solo sintetizza circa quaranta anni di carriera nei media: l'informazione vissuta in prima persona e sempre sul campo.


Un professionista eclettico, esuberante, con una formazione di anni nel settore e sempre "in diretta": Cam Tele 3, Teleuno, Telecosenza, Radio Bruzia, il circuito Cinquestelle, Telespazio, Televiva, Metrosat e poi un importante riconoscimento per la sua attività dalla Commissione Cultura di Cosenza e ancora tanti premi giornalistici che ricorda con orgoglio: Eccellenze di Calabria; il premio Unsic 2014 per la comunicazione; il premio Alarico e il premio sul Sensivismo.  Nel 2015 per ‘Edizioni 2000’ pubblica il primo libro "Informazione e comunicazione commerciale in Calabria" e due anni dopo per Falco Editore "Informazione e comunicazione commerciale in Calabria 2": vere e proprio autobiografie che descrivono e raccontano, con particolari meticolosi, esperienze sul campo: traguardi raggiunti ma anche tante delusioni.


Mi sono trovata a fare quattro chiacchiere con il 'maestro' della comunicazione e del marketing calabrese durante le sue vacanze nella baia di Diamante e devo dire che è stato illuminante conoscere e scoprire un universo per certi versi nascosto, come quello della comunicazione e della pubblicità. Ma abbiamo parlato anche di giornalismo, di marketing e di editoria.


Mario Logullo, quanto e come è cambiata secondo lei l’informazione negli ultimi anni?
"Completamente trasformata soprattutto dal punto di vista tecnologico. Le faccio due esempi: parliamo del giornale, quando ho cominciato io gli articoli si dettavano già per telefono. Chiamavi il caporedattore, ti mettevi d’accordo e quindi dettavi l’articolo. Se dovevi scrivere un fatto di cronaca ti mandavano il fotografo per documentare. Oggi è completamente diverso: con internet hai la possibilità di essere in un attimo sulla notizia o su un fatto di cronaca e comunicare con l’email o il telefono. E’ una cosa fantastica! Per non parlare della televisione o della radio: oggi è tutto molto più semplice e con i nuovi sistemi di collegamento è diverso. Soprattutto con la televisione è completamente cambiata la situazione: la prima pubblicità realizzata a tele3 -anni 1977-78- si scriveva con le lettere e gli stampini, si inquadrava con la telecamera e una voce registrava. Un modo artigianale.Oggi non è più così. Un cambiamento in meglio."


Il suo impegno è stato soprattutto nella pubblicità e nel marketing editoriale, anche lì è cambiata molto la situazione?
"Si, infatti i primi spot pubblicitari non erano così semplici da scrivere. Non è come oggi, il web ti dà una mano...consideri che le prime pubblicità erano scritte a mano e non era facile elaborare uno spot attrattivo in 5-10 o 30 secondi. Ci voleva molto impegno e anche preparazione. La vita del pubblicitario ha orari ben precisi ed è anche frenetica."


Secondo Lei, lo sviluppo del web e del Citizen Journalism, può essere una delle cause del dilagare delle fake news, bufale o articoli non verificati?
"Posso dire chiaramente che  trasmissioni come 'striscia la notizia' oppure 'le iene' hanno permesso di far venire fuori questi pseudo giornalisti e persone che confezionano ad arte le bufale. È chiaro che con lo sviluppo del web è tutto amplificato.  È difficile contrastare il fenomeno e forse dietro c’è sempre qualcuno che vuole guadagnare, magari con un like o altro."


Lei ha potuto sperimentare tutti i generi giornalistici: cartaceo, televisione, radio e anche web. Quale è il genere che più le è piaciuto, che sente più suo e che ricorda con più nostalgia?
"Questa è una bella domanda! Guardi, non saprei come rispondere perché ho amato tutto. Sono nato con il cartaceo -giornale di Calabria e vari settimanali- nel frattempo però ho creato una radio mia con amici e contemporaneamente sono approdato alla televisione più importante della Calabria. La mia passione è sicuramente la scrittura. Ho subito una vera e propria evoluzione professionale".


Ora devo farle una domanda cattiva…come vede lei il futuro dell’informazione calabrese?
"Sinceramente, sono due o tre anni che siamo in una crisi editoriale nera. Per quanto mi riguarda io ho abbandonato il settore, continuo a leggere e magari scriverò il terzo libro. Il giornalismo si può fare solo per passione, qui in Calabria. Rifarei tutto ciò che ho fatto senza rinnegare nulla e soprattutto non ho rimpianti. Questo è fondamentale!".

 

 

 

 


Diletta Aurora Della Rocca

Direttrice Responsabile 

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