Lunedì, 17 Dicembre 2018
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DEF- Documento Economia e Finanza- bocciatura dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio

Posted On Mercoledì, 10 Ottobre 2018 09:33
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Ancora uno stop per il DEF- Documento Economia e Finanza-. L’ufficio parlamentare di Bilancio, nella seduta di ieri, ha infatti bocciato il bilancio inerente la previsione sul Pil del 2019 contenuta nella nota di aggiornamento.


L’analisi della Relazione al Parlamento da parte del Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) Giuseppe Pisauro, evidenzia alcuni elementi problematici. In particolare, "sembrerebbe mancare una compiuta analisi delle condizioni cicliche che hanno portato alla proposta del Governo di deviare dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di medio termine, nonché la scansione temporale del piano di rientro." 

Dall’esame dell’interlocuzione con la Commissione europea si evincono perplessità delle istituzioni sovranazionali sul quadro programmatico proposto con la NADEF. La mancanza di un quadro di condivisione degli spazi aggiuntivi di flessibilità sembrerebbe essere l’elemento di differenza maggiore rispetto alle Relazioni al Parlamento presentate negli esercizi precedenti. "Lo scenario programmatico della NADEF 2018 si distingue da quello delineato nel Def 2018 di aprile per l'allontanamento nel 2019 e l'arresto nel 2020-21 del percorso di avvicinamento verso l'Obiettivo di medio termine (OMT) - I cambiamenti ipotizzati si riflettono sul rispetto delle regole europee". Ha sottolineato Pisauro "per il 2019 si presuppone il deterioramento del saldo strutturale di 0,8 punti percentuali di Pil, a fronte dello stesso aggiustamento richiesto (0,6 punti percentuali) comporta una deviazione significativa della regola sul saldo strutturale in termini sia annuali sia in media su due anni. Analogamente, le previsioni implicano una deviazione significativa anche per la regola della spesa".


Questa bocciatura, ha fatto insorgere i parlamentari del Movimento Cinque Stelle che, compatti, hanno commentato il loro disappunto "Ricordiamo bene chi ha nominato Giuseppe Pisauro, Alberto Zanardi e Chiara Goretti, rispettivamente Presidente e consiglieri dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, organismo teoricamente indipendente che valuta le previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del governo. Furono Pietro Grasso e Laura Boldrini nell’aprile 2014, durante il governo Renzi. Cosa potevamo aspettarci da un organismo che risponde ancora ad una ex maggioranza oggi ridotta a rabbiosa opposizione? L’Ufficio Parlamentare di Bilancio si è rifiutato di validare la nostra Nota al Def, che per la prima volta dopo tanti anni presenta stime di crescita prudenti. Veniamo da un recente passato in cui i governi gonfiavano sistematicamente le stime di crescita per promettere alla Ue un deficit più basso di quello poi realizzato a consuntivo. Ora il governo stima una crescita per il 2019 di soli 0,6 punti più alta di quella prevista a bocce ferme (+1,5 invece di +0,9) nonostante le tante misure espansive proposte (investimenti produttivi, reddito di cittadinanza, detassazione per le imprese). E l’Upb che fa? Ci boccia le stime! Si conferma un organismo tutt’altro che indipendente, che giudica i documenti finanziari in base ad obiettivi strettamente politici. Questi veri e propri atti di guerra non ci fermeranno. La Manovra del Popolo andrà avanti, perché ciò che abbiamo promesso, e per cui siamo stati votati insieme alla Lega da 17 milioni di italiani, va realizzato. Senza se e senza ma".

 

 

 


Nella giornata di oggi, il Ministro dell’economia Giovanni Tria, tornerà davanti la Commissione Bilancio di camera e Senato per ulteriori chiarimenti.

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