Mercoledì, 21 Novembre 2018
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L'antica colonia ellenica del 'Parco Archeologico di Hipponion'

Posted On Mercoledì, 10 Ottobre 2018 11:32
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Il Parco archeologico di Hipponion si trova a pochi chilometri dalla costa tirrenica di Tropea e accoglie i resti dell’antico centro indigeno di Veipo, prima colonna locrese di Hipponian.


La posizione del parco, allocata su un altopiano della penisola tropeana, fu fin da subito un’area urbana ben sviluppata, rurale e con forti mura difensive.


Hipponion attraversò complesse vicende politiche tra il IV e il II secolo a.C., con una fase di dominio della popolazione italica dei Brettii, che dalle aree interne della Calabria settentrionale si estesero a Sud, lasciando a Hipponion importanti testimonianze, come ricchi depositi di monete argentee coniate dalla confederazione dei Brettii. Alle fasi del III sec. a.C. risolgono anche i resti imponenti della cinta muraria in blocchi squadrati di arenaria, il monumento più importante rimasto fino a noi della Hipponion greca e poi brettia.
Sotto la dominazione romana la città (che per breve tempo assunse la denominazione benaugurale di Valentia, anche più a lungo si affermò il nome di Vibo, trasformazione latina dell’antico nome greco) si sviluppò ulteriormente, favorita dalla posizione sulla via consolare Annia-Popilia e dalla vicinanza con il porto (l’attuale Vibo Marina), base navale fondamentale nelle guerre civili che portarono all’impero di Augusto, grazie alla vittoriosa attività di Agrippa collaboratore e poi genero di Ottaviano; Agrippa fu onorato a Vibo con un bellissimo ritratto marmoreo, rinvenuto nel 1972, uno dei pezzi più prestigiosi del locale Museo Archeologico, che dell’età romana ospita anche altre statue in marmo, un mosaico pavimentale con scene di pesca recuperato da una villa romana nei dintorni, mentre altri mosaici pavimentali figurati sono conservati negli edifici di età imperiale messi in luce nel quartiere urbano di S. Aloe, dove è in corso la creazione di un parco archeologico urbano. Il Museo, base operativa e di ricerca per gli scavi condotti in città dalla Soprintendenza fin dalla fine degli anni ’60, ha sede prestigiosa dal 1995 nel monumentale Castello, che conserva imponenti torri e cortine del Duecento e del Trecento e fu poi sede dei principi Pignatelli; è stato restaurato e rifunzionalizzato con impegnative opere dalla Soprintendenza ai Monumenti di Cosenza; l’allestimento espositivo è opera dell’archeologa Maria Teresa Iannelli, che tutt’ora lo dirige, e dall’architetto Enzo Ammendolia, entrmabi della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria.


Nonostante la storia del parco venga confusa spesso con la formazione della città vicina di Vibo Valentia, le documentazioni storiche sono poche. Nonostante tutto sono ancora visibili le mura di Hipponium appena fuori città, che testimoniano come la colonia dovesse essere protetta (e preziosa). Esse infatti erano formate da grossi blocchi squadrati di pietre che formavano una cinta muraria di 7,5 chilometri per un’altezza di 10 metri. Presso il Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia è possibile ammirare alcuni dei rari resti di Hipponium e della sua necropoli. In particolare anfore, vasi, e un reperto di eccezionale valore .

Da qualche anno il parco è abbandonato ed è stato ripreso grazie ai protocolli d'intesa recenti. 

Il protocollo d’intesa siglato a marzo del 2017 da Salvatore Patamia, Segretario regionale del Ministero del beni e delle attività culturali per la Calabria e Aloisio Mariggió, Commissario dell’Azienda regionale per la forestazione e per le politiche della montagna Calabria Verde ha contribuito a riscoprire il tempo e la storia del Parco archeologico di Hipponion a Vibo Valentia.  La manutenzione del parco affidata agli operatori di Calabria Verde ha consentito il recupero e la fruizione delle testimonianze archeologiche dell’antico sito della città della Magna Grecia. Il protocollo d’intesa prevede la cura di 75 aree archeologiche della Calabria che, malgrado gli investimenti in atto, necessitano di manutenzione ordinaria, indispensabile per contribuire alla conservazione e al potenziamento della promozione e della valorizzazione dei luoghi di cultura della regione. 


Al centro dell’accordo una lunga lista di aree archeologiche, come il parco archeologico di Sibari e quello di Laos, in provincia di Cosenza, il parco archeologico di Scolacium insieme a quello di Terina in provincia di Catanzaro e ancora tutta l’area archeologica di Crotone, il parco archeologico e l’antica città di Hipponion in provincia di Vibo Valentia, l’area archeologica di Bova e Kaulon, il parco archeologico della villa romana del Naniglio, di Locri Epizefiri e Taureana e tutto il circuito delle aree archeologiche urbane di Reggio Calabria.

 

 

 

Fonte: Sbv; Segreteria Regionale Mibact

  

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