Mercoledì, 21 Novembre 2018
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Il ruolo della donna nella societa' e la prevalenza della cultura maschilista

Posted On Martedì, 23 Ottobre 2018 19:13
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Nonostante le conquiste sociali nell’ultimo secolo, il ruolo della donna continua a rimanere subalterno. La donna è ancora oggetto, è ancora bersaglio del lato animalesco del genere maschile, ma la discriminazione riguarda il ruolo della donna nel mondo del lavoro (e nelle disparità retributive), nella politica, nella società in genere.
Alle donne, non dimentichiamolo, è stato concesso il diritto di voto nel secolo scorso, anche se nella gestione della cosa pubblica, nel corso della storia, ci sono state molte eccezioni,  con personaggi femminili, ad esempio, come Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena o la Regina Elisabetta II^, che hanno recitato o recitano, nel caso di Elisabetta, ruoli fondamentali.
 
La disparità è tuttora presente, ovunque, nonostante le emancipazioni derivanti dalle lotte femministe e le attenzioni delle persone sensibili, raffinate e colte. Per trovare “spazio” ancora oggi la donna deve “sgomitare” e affrontare tabù, ricatti, sottomissioni. E forse tutto ciò ha un’origine antica, atavica, riferita a una cultura che ha sempre visto primeggiare la figura maschile, quella della “vis”. Difatti, non più tardi di  qualche decennio fa, era “normale” che la donna dovesse vivere in casa accudendo marito e figli, era una “proprietà” del padre prima e del marito dopo. In una delle poesie-epitaffio di Edgar Lee Master nel corpo della “Antologia di Spoon River” appare chiaro come la donna, a quei tempi, non potesse coltivare le proprie passioni, nella fattispecie la passione per la lettura e la scrittura, vivendo passivamente in una società nella quale le era preclusa ogni possibilità di emergere con la propria dignità e la propria individualità. L’influenza religiosa, di qualsiasi credo, ha forse avuto un ruolo non trascurabile nel perpetrarsi, tempo per tempo, sino ai nostri giorni, della “cultura maschilista”. Il “Dio” è al maschile, si tratti di Cristo o Maometto o Buddha, è “padre”, “creatore”, “onnipotente” e i testi parlano addirittura della particolarità dell’organo sessuale maschile nel buddhismo. Ma in ebraico lo Spirito creatore è espresso al femminile, e la Saggezza Divina non è essa donna? La stessa Eva è stata “punita” per il “peccato originale”, mentre per Adamo vi fu decisamente più tolleranza, forse il fatto non costituiva reato…perché era uomo.
 
Nella mitologia greca e romana, decisamente più democratico l’Olimpo, nel quale le “quote rosa” delle Dee erano presenti, da Afrodite a Minerva, da Artemide a Era, da Eos a Demetra… Ma, evidentemente, sia le religioni che si sono imposte nel tempo sia i regimi che si sono succeduti nei secoli non ne hanno tenuto conto adeguatamente. Sino ai nostri giorni. E non vorremmo che all’onda razzista che si sta insinuando prepotentemente in tutti i continenti e alla “cultura dell’odio e della violenza” che pericolosamente caratterizza i nostri tempi si accomunasse una recrudescenza (per molti versi già in atto) di fenomeni maschilisti che possano sfociare in ulteriori drammatici episodi di femminicidio.
 
Letterio Licordari
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