Mercoledì, 19 Dicembre 2018
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Premio nazionale 'Vincenzo Padula 2018'. Tra i tanti illustri premiati anche i calabresi Pantaleone Sergi e Maria Grano

Posted On Domenica, 02 Dicembre 2018 17:50
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A distanza di meno di due anni da quando è stato dato alle stampe il romanzo di Pantaleone Sergi “Liberandisdòmini” continua ad ottenere riconoscimenti e premi. Già vincitore del Premio Letterario Amaro Silano 2018 nello scorso maggio per la sezione “Narrativa”, il lavoro dello scrittore, giornalista e storico calabrese (edito da LPE Luigi Pellegrini Editore) è stato premiato per la sezione “Persone in Calabria” nel corso dell’XI^ edizione del Premio Letterario Nazionale “Vincenzo Padula” nel corso della serata finale tenutasi nella splendida location del Palazzo Sanseverino-Falcone di Acri, città natale del poeta, sacerdote e patriota al quale è intitolato il Premio. Nella stessa sezione il premio è stato assegnato anche a Maria Grano, biologa nativa di Acri, docente e ricercatrice presso l’Università di Bari,  che ha da poco concluso le attività per la scoperta di un farmaco che previene e combatte l’osteoporosi e il diabete, che potrebbe andare in produzione negli Usa forse già nel 2019.

“Liberandisdòmini” di Pantaleone Sergi, che è anche docente all’Unical e Presidente dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, come a molti è noto, è un romanzo ambientato in un paese immaginario (“Mambrici”) della Calabria, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, scomparso dopo il terremoto del 1905. Un borgo isolato e gradualmente spopolatosi a causa dell’emigrazione nella “Merica”, nel quale la figura del sindaco don Florindo, nobile, conservatore ma aperto alle vedute progressiste, deve fare i conti con il mafioso del luogo, tale “don Mimì”. Uno spaccato della storia di una Calabria dimenticata, caratterizzata dalla miseria e dalle ingiustizie, nella quale timidi fermenti socialisti venivano repressi sul nascere, e dalla costante presenza della malasorte vestita dalle immancabili calamità naturali, che ancora oggi flagellano il territorio calabrese.

Viaggio a ritroso nella nostra regione, quello dello scrittore di Limbadi, che si ricollega al tema di quest’anno del Premio, “Viaggi”, dalla dimensione simbolica (molto bello il “viaggio” virtuale attraverso la rappresentazione teatrale “Un Antonello di Calabria, tra Padula, Alvaro e Rino Gaetano”) a quella più reale e contemporanea. Presenze e riconoscimenti ad autori di elevato spessore, presenti alla premiazione, da Giuseppe Lupo, vincitore della sezione “Narrativa” con “Gli anni del nostro incanto” (ed. Marsilio), ad André Aciman, notissimo scrittore statunitense di origini egiziane, per la sezione “Narrativa internazionale”, autore di “Chiamami col tuo nome”, il romanzo dal quale è stato tratto l’omonimo film di Luca Guadagnino che si è aggiudicato l’Oscar 2018 per la migliore sceneggiatura non originale con James Ivory. Gli altri premiati sono stati Ezio Mauro, già direttore de La Stampa e Repubblica (quotidiano del quale Sergi era inviato speciale), per la sezione “Giornalismo”, con “L’uomo bianco” (ed. Feltrinelli), il filosofo Massimo Cacciari per la sezione “Pensatori del nostro tempo”, e Paolo Virzì, per la sezione “Vincenzo Talarico” riservata al cinema, regista sul quale sono confluiti grandi consensi alla recente Festa del Cinema di Roma per il suo ultimo film “Notti magiche”.

La serata finale è stata affidata ad una delle giornaliste Rai (esperienza appena conclusa dopo 40 anni) più amate dal pubblico televisivo, Tiziana Ferrario, autrice di “Orgoglio e pregiudizi. Condizione femminile, soprusi e violenze”, tema molto attuale, attenta analisi delle problematiche femminili che parte dalla marcia storica contro il maschilista Trump avvenuta il 21 gennaio 2017, marcia alla quale parteciparono un milione di donne e che ha segnato un risveglio delle lotte femministe in tutto il mondo, libro del quale si è parlato. Nel corso dei cinque giorni della kermesse culturale acrese, tra l’altro, la proiezione del docu-film “Il volo” di Wim Wenders, del 2010, interamente girato in Calabria, nel quale si narra dell’incontro tra il grande regista tedesco e un bambino afgano e dei luoghi nei quali esiste realmente accoglienza: Riace e Caulonia, seguita da un incontro con Domenico Lucano, sindaco di Riace ormai noto in tutto il mondo per il “metodo” di accoglienza dei rifugiati, nonché un interessante dibattito “Calabria Terra dei Parchi”, presente – tra gli altri – anche il Presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra, dedicato alle bellezze naturali calabresi, alle riserve marine e naturali, risorse che possono diventare opportunità turistiche attraverso nuove e mirate politiche.

Va espressamente sottolineato l’impegno e la dedizione del prof. Giuseppe Cristofaro, Presidente della Fondazione Vincenzo Padula, così come è giusto ribadire la metodologia adottata per l’assegnazione dei premi, affidata al giudizio di giovani studenti degli istituti superiori calabresi, dimostratisi severi e attenti lettori e osservatori della società attuale.

 

 

Letterio Licordari 

 

           

 

Qualche foto della presentazione tenutasi a Scalea, lo scorso anno. Nella foto Letterio Licordari e Diletta Della Rocca, al fianco dell'autore e dei giornalisti Attilio Sabato e Alessandro De Virgilio. 

 

 

 

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