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Giovedì, 21 Febbraio 2019
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Pina Amarelli: "Già alle elementari chiedevo a mio padre, prima di entrare in classe, di acquistare una scatolina di liquirizia"

Posted On Giovedì, 31 Gennaio 2019 17:50
Pina Mengano Amarelli Pina Mengano Amarelli

Dal 1731 produce una delle più gustose liquirizie del mondo. Per la legge del contrappasso, ovvero a tacere del nome, risulta d'una particolare dolcezza. Una storia nella storia, una saga, quella degli Amarelli, iniziata intorno all'anno Mille e proseguita nei secoli fra Crociate, impegno intellettuale e agricoltura. Una storia da toccare con mano, da leggere, da ascoltare, da vivere nel Museo della Liquirizia "Giorgio Amarelli". Incisioni, documenti, libri, foto d'epoca ma anche attrezzi agricoli, oggetti quotidiani e splendidi abiti antichi a testimoniare la vita di una famiglia, che valorizza i rami sotterranei delle piante di liquirizia che crescono spontanee sulla costa ionica, e che diventano il palcoscenico di un museo unico al mondo. Il grande spazio del "Concio", risalente al 1731, rende perfettamente l'idea dello scorrere del tempo tra passato e presente.

Accompagnati dalle attente assistenti museali scoprirete i segreti della lavorazione della liquirizia, i covoni di radice pronta per essere lavorata, gli impianti moderni per l’estrazione, gli antichi cuocitori dove si addensa la pasta nera di liquirizia e le trafile in bronzo che le conferiscono forma e spessore, in una visita al processo produttivo perennemente immersa nel dolce profumo di liquirizia e che, come il museo, appassiona tutti, adulti e bambini. Il fumaiolo, con le iniziali del Barone Nicola Amarelli, svetta imponente dal tetto del concio alla cui base si trova il "Museo Open Air" con un’ esposizione davvero unica di pezzi industriali d'epoca.

Un'avventura inedita che trasporta nella realtà di un passato fiorente e racconta il presente di un prodotto eccellente da gustare, a fine del percorso, nel Liquorice Shop e nel Museum Cafè. Dal bastoncino di legno grezzo alle liquirizie pure o con menta e anice, dalle gommose all’arancia, al limone, alla violetta, fino ai confetti delicatamente colorati, la nostra liquirizia assume forme e gusti diversi. Infine l'Auditorium "Alessandro Amarelli" grande spazio con oltre cento posti da sempre parte integrante del complesso di fine Settecento, è oggi un ambiente accogliente, cuore pulsante della vita culturale e degli eventi del Museo della Liquirizia. Le visite sono sempre guidate, ed oltre che in italiano, sono svolte nelle lingue più diffuse francese, inglese e tedesco e su richiesta russo, spagnolo e portoghese. Un esperienza indimenticabile vi aspetta al Museo della liquirizia Giorgio Amarelli.

Pina Amarelli

Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana per aver saputo coniugare cultura ed imprenditorialità, Pina Amarelli è la responsabile delle relazioni istituzionali dell’azienda e del Museo della Liquerizia Giorgio Amarelli. Nata Giuseppina Mengano, ha sposato il signor Amarelli entrando così a far parte di una famiglia che da tre secoli conduce un'azienda a conduzione familiare. Pina Amarelli, già Cavaliere del Lavoro, sarà insignita del Premio internazionale di Pedagogia Elisa Frauenfelder. L’imprenditrice è infatti ritenuta “un esempio della profonda unità tra la cultura umanistica e quella imprenditoriale che ha caratterizzato la più nobile tradizione meridionale. Stimata studiosa e docente di diritto, si è impegnata nella guida dell’antica azienda di Rossano; che, dal 1731, data della sua fondazione, ha raggiunto fama e prestigio mondiali. Ha saputo valorizzare, con amore e sapienza, la liquirizia calabra, ritenuta dall’Enciclopedia Britannica la migliore al mondo.

L'imprenditrice figura nel consiglio direttivo di diversi enti e vanta un lungo catalogo di medaglie al valore. Ha ricevuto il premio Bellisario, il premio Guggenheim per i musei aziendali e quello del ministero delle Attività Produttive per l'imprenditoria femminile, il premio speciale "Anima" per i 150 anni dell'Unità d'Italia 2014 e l'Italian Talent Award 2014. Al Festival dell'Eccellenza al Femminile di Genova ha ricevuto il Premio Lady Truck. "Un premio così poteva scaturire solo dalla fantasia femminile. La creatività e il pizzico di follia che contraddistingue noi donne, ci fa guardare lontano e realizzare idee speciali. E lo dimostriamo già quando decidiamo di imbarcarci nell'impresa della maternità". E' quanto afferma l'imprenditrice Pina Amarelli. A lei si deve il Museo della Liquirizia "Giorgio Amarelli", dopo quello della Ferrari, il museo d'impresa più visitato d'Italia. 

"Raccontare chi siamo e documentare un'esperienza per noi normale, ma che di fatto è speciale. La nostra azienda ha tre secoli di vita, è inevitabile che noi la viviamo in un altro modo rispetto agli altri. Tutto il nostro ambiente è impregnato di determinati retaggi e atteggiamenti culturali. Le aspettative sono state comunque superate. Aldilà della soddisfazione personale, abbiamo avuto un risultato economico inatteso. Nonostante l'accesso sia gratuito, il museo ha creato ricavi pari a un milione di euro l'anno. E se calcoliamo che è aperto dal 2001. I visitatori sono i migliori clienti. Chi viene da noi, entra nella nostra storia e alla fine del percorso vuole portarsi a casa una porzione di questa storia".

Pina Amarelli è vice presidente de "Les Hénokiens", l'associazione internazionale che riunisce le aziende familiari bicentenarie. "Vengo da una famiglia di avvocati, la propensione al diritto è nel nostro albero genealogico. Però tutto questo a me stava un poco stretto, infatti iniziai subito l'attività di giornalista pubblicista scrivendo di enogastronomia per il Gambero Rosso, poi rubriche e editoriali per alcuni quotidiani. I miei figli sono stati educati ai valori dell'impresa e della famiglia. Tuttavia è stato subito chiarito che non c'era l'obbligo di entrare in azienda. Mio figlio è professore di Diritto penale, lo abbiamo coinvolto come consulente per le materie penali-societarie. Mia figlia è magistrato, quindi fa tutt'altro. Anche i nipoti hanno fatto scelte totalmente diverse: Cristiano, per dire, è un famoso cardiochirurgo. Solo mio nipote Fortunato aveva espresso la richiesta di impegnarsi in azienda. Così, una volta laureato, ha fatto studi specialistici per le strategie di gestione delle imprese famigliari. Ha studiato in Bocconi e poi a Chicago. Si è preparato a dovere".

Riguardo alle difficoltà di essere imprenditori in una terra non facile come la Calabria, Pina Amarelli afferma: "L'essenza dell'imprenditore non cambia, è sempre quella e prescinde dal luogo. È un visionario, uno che intuisce un progetto e lo vuole realizzare. In Calabria fare impresa aiuta la regione a uscire dal limbo, toglie spazio a forme di economia sotterranea o parallela. Abbiamo 40 dipendenti. Abbiamo collaboratori che si sono tramandati la professione di generazione in generazione. E alcuni sono emigranti ritornati in Italia. La formazione per noi è molto importante. Il mastro liquiriziaio è una specializzazione che passa di padre in figlio, con una formazione ovviamente interna. Attualmente stiamo formando anche un paio di nostri giovani proprio per allargare le competenze e per avere maggiore e sicuro ricambio." 

"La nostra ultima sfida è stata affrontare il mercato attraverso l'e-commerce, un'avventura che si è rivelata subito vincente ed in crescita esponenziale. Non è facile stare su mercati sempre più competitivi con un unico prodotto, perciò da tempo abbiamo iniziato a diversificare l'offerta, affiancando alla liquirizia pura altre specialità come la liquirizia gommosa aromatizzata con anice, menta, violetta, arancia o limone, articoli di cioccolato e liquirizia, liquore e birra, pasta, tarallini, mandorle e sale sempre alla liquirizia e infine acqua di colonia e shampoo doccia, ancora una volta e, ovviamente, alla liquirizia".

"Le mie giornate sono sempre molto piene, tra impegni aziendali in ufficio o in viaggio, consigli direttivi e consigli di amministrazione, organismi di vigilanza e ruoli associativi, senza dimenticare l'attenzione alla casa: particolarmente impegnativa visto che vivo in un palazzo a Rossano che fa parte delle dimore storiche. Fortunatamente ho la gioia di godere di bellissimi momenti familiari. Quando il tempo scarseggia e sono a Napoli cerco di accompagnare a scuola le mie tre deliziose nipotine (alle quali, a giorni, si aggiunge la quarta), il miglior modo per iniziare al meglio, alle solite 7.30, la mia giornata. Sembrerà strano ma, prima di essere la signora Amarelli, sarà stata una premonizione, non so, ma già quando ero alle scuole elementari chiedevo a mio padre, prima di entrare in classe, di acquistare una scatolina di liquirizia che consumavo durante le lezioni cercando di non far sentire il rumore dei pezzetti che estraevo piano piano, senza farmi notare".

 

 

 

 

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