Martedì, 19 Marzo 2019
itenfrdees

Il nostro capitale umano: i calabresi nel mondo. Intervista all’Onorevole Orlandino Greco

Posted On Mercoledì, 19 Settembre 2018 08:38
Rate this item
(0 votes)

 

 

I calabresi nel mondo sono una risorsa fondamentale per il futuro della nostra regione. I nostri connazionali emigrati da tempo e organizzati in comunità stabili, attraverso le loro attività ,sono in grado di valorizzare le nostre produzioni, favorire un turismo di ritorno e contribuire all'integrazione dei nuovi immigrati.

Come la storia ci insegna, sono stati tanti gli italiani e in particolare i calabresi, all'indomani della guerra, a lasciare il paese per trovare altri orizzonti senza dimenticare mai la loro terra. Per un lungo periodo la comunità dei Calabresi nel mondo era stata completamente abbandonata ma, grazie alla lungimiranza del Presidente Mario Oliverio, i rapporti con i consultori e con le associazioni dei Calabresi nel mondo sono ripresi, più forti di prima. E questo lo sa bene l’Onorevole Orlandino Greco, capogruppo in Consiglio Regionale, che primo fra tutti cerca di promuovere e tutelare questi rapporti. Da quattro anni infatti, per due giorni l’anno, tutti i consultori della Calabria si riuniscono nella sala del Consiglio Regionale della Calabria, per discutere e approfondire temi importanti: turismo di ritorno, export e welfare. Abbiamo approfondito il tema con Orlandino greco, che in questa intervista ci spiega l’importanza del nostro"capitale umano" . 

Onorevole Greco, cerchiamo di spiegare prima di tutto che cosa è la Consulta Regionale dei calabresi all’estero. Quanti sono i consultori sparsi nel mondo e quali le finalità di questo organo?
"La consulta è l’organo che rappresenta gli oltre sette milioni di calabresi che, come si evince dagli studi dei padri scalabriniani, vivono lontani dalla propria terra natia. I cinquanta consultori calabresi, così come l’ampia rete di associazioni (sono più di 150 quelle presenti nelle diverse latitudini del mondo) e delle diverse Federazioni, hanno il compito di programmare una serie di interventi, in collaborazione con la Regione, finalizzate alla promozione della cultura, delle produzioni, dei saperi professionali e del territorio calabrese. La Consulta svolge un'importantissima azione di supporto nella creazione di relazioni istituzionali ed economiche per favorire la nascita di opportunità e di processi virtuosi per le imprese calabresi orientate verso i mercati esteri o interessate ad attrarre potenziali clienti o capitali per investimenti da realizzare nella regione. Rappresenta inoltre uno straordinario strumento per diffondere le tradizioni, la cultura calabrese anche verso i figli degli emigrati e per promuovere il turismo di ritorno."

Il 24 e 25 settembre, come ogni anno, si svolgerà presso la Cittadella Regionale del Germaneto a Catanzaro, la Consulta dei calabresi residenti all’estero. Quali argomenti si approfondiranno in questi due giorni?
"La consulta approva ogni anno un piano degli interventi che prevede delle azioni importanti per favorire le relazioni internazionali sia di carattere economico che istituzionale. Sono previsti inoltre provvedimenti finalizzati a favorire gli scambi culturali tra figli di emigrati e giovani calabresi. Il 24 e il 25 si discuterà di tutto questo, ma anche dei recenti risultati raggiunti dalla Calabria sull’export e sul turismo. Numeri che dimostrano chiaramente un’inversione di tendenza rispetto al passato influenzati sicuramente anche dall’azione della consulta negli ultimi anni."

Grazie alla collaborazione continua e competente dei componenti della consulta dei calabresi nel mondo, nel mese di maggio è stata approvata la nuova legge che regola i rapporti tra la Calabria e i calabresi residenti all’estero. Che cosa prevede e soprattutto quale è il valore che i calabresi nel mondo “regalano” alla nostra terra?
"Dopo anni di inutili sperperi abbiamo finalmente messo un punto alle incresciose vicende legate alla fondazione dei calabresi nel mondo. Con l’approvazione della nuova normativa, la consulta non sarà un semplice organismo di coordinamento di associazioni e federazioni di calabresi all’estero, ma sarà chiamata anche all’importante compito di promuovere la Calabria, i suoi territori, i suoi prodotti e i suoi talenti. Grazie anche all’impegno continuo del presidente Oliverio che ha voluto fortemente l’istituzione della consulta, i calabresi nel mondo possono portare un contributo significativo alla promozione della cultura, delle produzioni e delle professioni, creando sistema, stabilendo partnership con altri organismi, con altre istituzioni nei paesi dove sono insediati e dove sono capaci di stabilire relazioni. Un’opportunità straordinaria per valorizzare il patrimonio culturale, storico, produttivo della nostra regione in un contesto internazionale dove la Calabria potrà giocare la sua parte ed essere finalmente protagonista."

E’ molto importante anche segnalare i progetti che la Regione Calabria, proprio al fine di tutelare queste comunità presenti nel mondo, ha ideato pensando anche agli immigrati di seconda e terza generazione: i cosiddetti 'figli'. Quanto cambia il rapporto di questi ultimi con la terra che ha dato i natali ai loro genitori?
"Questo è punto fondamentale. In passato la mission della consulta era quella di trasmettere malinconie o retoriche del passato. Oggi c’è un investimento importante della Regione verso i progetti finalizzati ad accrescere l’attrattività turistica, il potenziale economico e il quadro imprenditoriale della nostra regione attraverso una contaminazione culturale continua. Grazie al piano annuale degli interventi dello scorso anno la Regione ha finanziato importanti progetti di associazioni e federazioni di calabresi nel mondo finalizzati all’insegnamento della lingua italiana e alla diffusione della cultura, della dieta mediterranea e delle tradizioni calabresi. Tutto ciò è avvenuto grazie ad una sinergia continua tra la Regione, le università calabresi, la consulta e la rete delle associazioni e federazioni nel mondo. Si tratta di attività che consentono di ricostruire un legame con le seconde generazioni degli emigrati che hanno avuto e avranno la possibilità di ritornare nei luoghi dei padri e di riscoprire le proprie origini con un ritorno d’immagine, sociale ed economico estremamente rilevante per la Calabria."

La riscoperta dei nostri borghi:  origini, gastronomia e clima. La Calabria punta molto sul turismo e in particolare sul “Turismo di ritorno”. Quanto ha inciso, in questo, la presenza dei nostri connazionali all’estero?
"Moltissimo. Promuovere la Calabria nel mondo significa programmare diverse azioni continue in tutti i settori legati all’attrattività turistica. La programmazione della regione sui fondi europei è stata ispirata da questa vision. La scelta di finanziare con importanti investimenti i borghi calabresi e di approvare una legge organica in materia di dieta mediterranea di riferimento, si inquadra proprio in questo stesso contesto. E’ evidente che i consultori, per le proprie capacità relazionali e per l’importante ruolo che svolgono nelle loro comunità territoriali, rappresentano un importante strumento attraverso cui veicolare opportunità turistiche e favorire il ritorno delle seconde generazioni di emigrati che vogliono riscoprire le proprie origini."

Secondo Gianni Bastianelli, direttore esecutivo di Enit -agenzia nazionale turismo- gli italiani che risiedono all’estero sono i primi ambasciatori del brand Italia presso potenziali nuovi turisti in ingresso. Potremmo dire lo stesso riferendoci ai nostri corregionali. Lei è d’accordo su questo punto?
"Nel mondo ci sono migliaia di italiani che con talento, intuito e sacrificio hanno raggiunto ruoli apicali in diversi settori della società. Molti emigrati calabresi nelle Americhe, nel centro Europa, in Australia rappresentano dei veri e propri modelli di riferimento in ambito economico, sociale e istituzionale. I nostri consultori rappresentano delle vere e proprie eccellenze nei territori in cui vivono e hanno scelto di prestare il proprio impegno alla Calabria, valorizzando l’immagine della nostra regione e promuovendo le produzioni locali. Proprio dalla consulta è partito un altro progetto teso a finanziare le camere di commercio estere al fine di incentivare la diffusione dei prodotti calabresi in tutto il mondo. Credo non sia casuale che, per come attestato recentemente dalla Svimez, la Calabria sia stata la Regione a far segnare il più alto indice di crescita nelle esportazioni (+38,7% rispetto allo scorso anno)."

I calabresi sono legati alle loro origini e alla loro terra natìa. Nonostante tutto, l’esodo verso l’estero continua inesorabile. Quanto e come è cambiata la migrazione dei calabresi oggi, rispetto al passato?
"I fenomeni migratori sono in continua mutazione, cambiano le modalità, le ragioni, i luoghi di destinazione. Oggi chi lascia la Calabria ricerca opportunità all’estero che l’intero sistema Paese non è più in grado di garantire. Occorre ricostruire una società più vicina alle difficoltà degli ultimi, che si occupi in maniera mirata di misure finalizzate a facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro per le nuove generazioni con una connessione diretta ai percorsi accademici. La Calabria può e deve lavorare molto per diventare competitiva con le altre regioni europee costruendo percorsi economici, sociali e istituzionali che limitino le fughe dai nostri territori e facilitino il ritorno di chi è andato via. In questo contesto, le azioni promosse dalla consulta, congiuntamente agli interventi strutturali e alle misure per incrementare le nuove produzioni promosse della Regione, rappresentano il giusto viatico per una Calabria di ritorno e non di fuga."

 

 

 

 

Diletta Aurora Della Rocca
Direttore Responsabile

Share/Save/Bookmark

 

 
« March 2019 »
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31