Mercoledì, 20 Marzo 2019
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Il Giorno della Memoria, per non dimenticare

Posted On Domenica, 27 Gennaio 2019 16:25
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Il 27 gennaio del 1945 le forze alleate liberarono dai tedeschi Auschwitz, il più grande campo di concentramento e di sterminio nazista simbolo della shoah. In questo lager, sul cui cancello capeggia la scritta " Arbeit macht frei ( il lavoro rende liberi), almeno un terzo dei sei milioni di ebrei, deportati nei campi di sterminio, trovò la morte nelle camere a gas, per fame, malattie, torture e stenti.

Anni dopo, nella stessa data si celebra la giornata della memoria, per non dimenticare un'orribile realtà senza precedenti. Il giorno della memoria che è stato istituito da oltre un decennio, vuole rievocare il dramma di un popolo che, in un passato non lontano da noi, si è consumato.

Si tratta di un periodo troppo vicino al nostro, in cui i nostri nonni erano giovani e ai quali ritornano alla memoria le tragiche vicende che hanno visto protagonisti persone comuni fra soldati e civili che morirono per mano stessa dell’uomo.

Si, noi siamo i nipoti della guerra, di una guerra senza precedenti. I nostri nonni hanno combattuto al fronte; le ultime memorie di una generazione che sta per scomparire. La scuola ci ha insegnato la storia, ma  loro ce l’hanno raccontata. Da loro abbiamo appreso la cruda realtà di quegli anni. Mio nonno mi raccontò le sue avventure di guerra in Albania, in Grecia, in Macedonia, della nave saltata,  dei tanti compagni di battaglia morti in mare e dei pochi che si salvarono nuotando  da una costa all’altra. Dal mio bisnonno all’epoca guardia del campo d’internamento Ferramonti di Tarsia, arruolato volontariamente per far sì che non venisse ucciso il fratello, invece ho appreso le tante vicende accadute  all’interno di quest’ultimo che porta il nome dell’omonima zona.  Storie di dolore e sofferenza, ma anche di attesa serena da parte di quelle popolazioni vittime di leggi razziali perché considerate inferiori e privati della loro libertà. Mi raccontò delle tante vite destinate ai campi di sterminio all’estero, ma salvate da lui e da molti altri a Ferramonti.

“Forse un giorno milioni di uomini verranno a sapere di questo ignoto paese, poiché qui dei poveri emigranti furono tenuti prigionieri; qui però molti ebrei perseguitati e minacciati di torture e di morte trovarono tuttavia un sopportabile rifugio.” (Peter Georg)

La storia  se da un lato ci racconta la cattiveria di popoli affamati di potere;  dell’uomo che uccide l’uomo per superbia e cupidigia, dall’altro ci rivela l’umanità di chi andando contro gli ideali di quella guerra, conosceva il valore della vita e paradossalmente ad un antisemitismo,  ha avuto pietà di chi l’ha invocata.

La giornata del 27 gennaio vuole renderci consapevoli di quello che l'uomo è stato capace di fare, con la speranza che, tutto ciò che è accaduto, in un’ epoca troppo vicina alla nostra, non si ripeta più.

 

Lucia Miceli

 

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