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Stefania Sammarro: fotografie dell'anima

Posted On Martedì, 24 Aprile 2018 07:37
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Una fotografa fortemente legata alla sua terra con un’anima visionaria e capace di cogliere diverse sfumature nel soggetto della sua arte. Stefania Sammarro nasce a Cosenza nell’aprile del 1988. Si avvicina alla fotografia da autodidatta, seguendo diversi corsi e workshop in tutta Italia ed esponendo il suo concetto fotografico in mostre collettive e personali. I suoi tanti progetti sono stati premiati e pubblicati su diverse testate anche internazionali: è stata tra i numerosi fotografi ammessi al portale di Photo Vogue Italia e le sue fotografie e i suoi Best Of sono stati inseriti, nel 2013, anche all’Art + Commerce di New York.

Dopo aver vinto il Sony World Photography nella categoria “Youth”, nel 2015 espone nella Crypt Gallery di Londra. Nello stesso anno riceve il riconoscimento come “Fotografa Intimista” da parte della Commissione Cultura di Cosenza e in seguito viene premiata come “Talento di Calabria”, al Festival Corto di Diamante per la sua fotografia concettuale. Ha la fotografia nel sangue, Ania Lilith, nome d’arte che la contraddistingue da diverso tempo. Unica protagonista dei suoi lavori è l’anima, soprattutto di figure femminili rappresentate in interni o giardini sperduti. Anime smarrite e prigioniere che vagano tra atmosfere oniriche, silenzi, riflessi di uno specchio. Antichi paesaggi, visioni proiettate in un non tempo e un non luogo sospese tra realtà e finzione.

Nel marzo del 2016, attraverso l’associazione Art Study Space, con la quale porta avanti un progetto legato alla “Fotografia come forma d’arte contemporanea”, espone al Museo del Presente di Rende le sue foto. Un percorso confluito in Oblivion, volume pubblicato da Falco Editore e curato proprio dalla giovane fotografa. Un libro con forti riferimenti alla letteratura, filosofia e alla poesia proprio perché ogni immagine è in grado di raccontare più delle parole.

I riferimenti al sociale, con i ritratti legati alla donna e alla violenza sulla donna, ma anche il richiamo coraggioso e la valorizzazione della propria terra e delle sue mille sfaccettature. Borghi antichi, ruderi e paesaggi obliati che, attraverso l’arte fotografica, ritornano ad essere protagonisti indiscussi dello scenario culturale e sociale, consegnati nuovamente alla memoria del tempo.

I suo lavori sono stati esposti alla Mediolanum di Padova, in una mostra internazionale di arte contemporanea, alla presenza dei critici Vittorio Sgarbi e Giorgio Grasso. Quattro delle sue opere fotografiche sono state scelte per un’esposizione all’Inarte Werkkunst Germany di Berlino e poi a Parigi nel 2017. Attraverso la sua Galleria (Ania Lilith gallery) nasce, infatti, il circuito Art Fabrique, un luogo dedicato alla fotografia concettuale, in riferimento principalmente alla moda, al reportage e a qualsiasi tipo di performance artistica capace di evidenziare un riscontro con le altre realtà nazionali.

Il progetto indipendente di Art Fabrique ha portato giovanissimi del territorio sia del campo della moda, del designer e del makeup a confrontarsi con diverse realtà italiane ed europee: la fabbrica nasce proprio per dare voce alle nuove visioni e contaminazioni visive che partono dalla Calabria e arrivano al fruitore attraverso un catalogo distribuito in galleria e online.

E' possibile visionare le sue opere nella galleria inaugurata il 28 aprile 2018 a Taverna di Montato Uffugo (Cs).

 

 

 

 

 

 

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