Martedì, 19 Marzo 2019
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La mia resistenza e la storia di Lidia Vivoli

Posted On Giovedì, 26 Aprile 2018 09:19
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Ci sono storie che meritano di essere raccontate. Voglio parlarvi di una persona speciale che ho conosciuto in un giorno importante: il 25 aprile. Lidia Vivoli è una splendida donna siciliana che ha una forza immensa. Una donna che ha provato su di sé le violenze e la furia cieca dell’ex compagno e che ha rischiato davvero di morire. Una donna che è rinata dalle profonde ferite fisiche e psicologiche che probabilmente porterà a vita.

Lei è una sopravvissuta. È una resistente nel vero senso della parola. Durante una notte - nel 2012 - l’ex compagno ha aggredito questa donna dagli occhi dolci e che trasmette sicurezza e amore. Ha sequestrato Lidia, le ha rotto in testa una padella di ghisa ma non riuscendo a finirla ha provato a strangolarla con il filo della abajur e poi ancora con le forbici. Con una violenza inaudita. È stato condannato a 4 anni e 6 mesi anche per sequestro di persona e ha giurato vendetta alla donna che lo ha denunciato. E’ fortunata perché ancora viva e con mille difficoltà ha potuto ricostruirsi una famiglia con due bellissimi bimbi. Ma la vita di Lidia oggi è angoscia e timore. In questi giorni, infatti, l’ex compagno uscirà dal carcere e potrebbe ucciderla definitivamente.

Ieri sera, ospite dell’Associazione Artemisia Gentileschi, Lidia ha raccontato la sua storia. Ho provato a parlare con lei, perché si vede da lontano che è una combattente. Ho pianto. Vedendo le sue foto e parlando con lei ho pianto. Pensando a quella donna che è cosciente di cosa potrà succederle a breve. Sa bene che lui, Isidoro, potrebbe ucciderla e sentirla parlare così mi ha fatto male. Lo Stato e le istituzioni in tutto ciò dove sono? Lei da sola non può difendersi, ha perso il lavoro e ha paura. Per lei e per i figli.

Vi racconterò della nostra chiacchierata. Di quando ho scorto negli occhi di Lidia la richiesta di aiuto. Non posso e non riesco a darle una risposta. E nemmeno io riesco a capacitarmi. Cosa posso fare? Cosa possiamo fare? Non riesco perché mi rendo conto che manca qualcosa. Troppe donne uccise e troppe donne offese. Ha chiesto aiuto alle istituzioni, Lidia, ma i carabinieri le hanno detto che può solo avvisarli tempestivamente.

Resistere si, ma fino a che punto? Grazie Lidia. Grazie per la tua forza, la tua debolezza e anche per la tua schiettezza. E spero, nel profondo, che la tua storia possa davvero essere di aiuto ad altre donne. Ci rivedremo e anche presto.

Diletta Aurora Della Rocca

 

 

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